Le Bugie del recupero crediti
- soluzionidebitori
- 26 apr 2022
- Tempo di lettura: 3 min

Andiamo ora a smontare una serie di fake news che i recuperi crediti spesso raccontano ai debitori per spingere gli stessi al pagamento.
iniziamo con ..........La cessione del credito non interrompe la prescrizione
a meno che non ci siano atti interruttori.
Se non paghi rischi il carcere: Falso ! spesso i dipendenti del recupero crediti raccontano che non avendo pagato le rate del finanziamento il debitore ha commesso una “truffa” e dunque rischierebbe un processo penale o addirittura il carcere. Ovviamente non è così. Il mancato pagamento di un debito costituisce solo un illecito dal punto di vista civile. La legge offre al creditore una serie di strumenti per recuperare quanto dovuto, ma questi rimangono tutti nell’ambito del diritto civile.
Se non paghi arriva subito l’ufficiale giudiziario a casa: Falso ! prima di passare alla fase giudiziale le banche devono ottenere un titolo che accerti l’esistenza del debito. Nel caso di prestiti personali, carte revolving e conti correnti le Banche devono prima ottenere un titolo esecutivo, come ad esempio un Decreto Ingiuntivo. Nel caso si tratti di mutui ipotecari, invece, è sufficiente solo il contratto stipulato dal Notaio che è già titolo esecutivo. Ad ogni modo, nel momento in cui telefonano le società di recupero crediti non arriverà nessun ufficiale giudiziario. Si tratta spesso ancora della fase stragiudiziale.
Se non paghi ti pignorano i mobili di casa: Falso ! in linea teorica le banche, dopo aver ottenuto un titolo esecutivo, potrebbero procedere ad esecuzione forzata su tutti i beni del debitore, dunque anche sui beni mobili. Tuttavia è molto raro che una banca proceda al pignoramento dei beni mobili del debitore. Innanzitutto la Legge (art. 514 c.p.c.) stabilisce che non sono pignorabili “l’anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi…“. Dunque, le procedure mobiliari sono spesso antieconomiche, nel senso che, in fin dei conti, riguardano beni che non verrebbero venduti all’asta, se non a prezzi talmente irrisori da non coprire le spese vive della procedura. L’obiettivo delle banche è recuperare il denaro in tempi rapidi, dunque quando possibile prediligeranno il pignoramento presso terzi, ovvero quella forma di pignoramento che colpisce lo stipendio, la pensione o i conti in essere presso altre banche.
Se non paghi ti mettiamo la casa all’asta: non sempre è vero ! dipende dalla tipologia e dall’entità del debito, dalla presenza dell’ipoteca, dal valore dell’immobile. Se non hai pagato proprio il mutuo stipulato per l’acquisto dell’immobile è ovvio che la Banca procederà su tale bene per soddisfare il proprio credito. Dato che la Banca ha iscritto una ipoteca è come se avesse messo un lucchetto sulla casa. Significa che a seguito della vendita all’asta la Banca verrà soddisfatta con precedenza rispetto agli altri creditori (leggi QUI). In tutti gli altri casi, invece, il creditore prima di pignorare la casa andrà a valutare diversi fattori: 1) Entità del debito. Avviare una procedura esecutiva immobiliare ha dei costi elevati, dunque se il debito è di importo contenuto sarebbe antieconomico avviare la procedura sulla casa. 2) Presenza della ipoteca. Se il creditore è una banca o una finanziaria diversa da quella che ha iscritto l’ipoteca ed il debito residuo del mutuo è ancora elevato, quel creditore difficilmente andrà ad avviare la procedura. Il rischio infatti è quello di anticipare tutti i costi della procedura (spese vive, avvocato, CTU, ecc.) per poi non ricavare nulla in quanto, come abbiamo visto prima, la banca che ha iscritto ipoteca viene pagata sempre per prima. 3) Valore dell’immobile. Questo è un parametro che viene valutato insieme al debito residuo del mutuo ipotecario. E’ chiaro che se l’immobile ha un valore che, tenendo presente anche i ribassi in asta, non soddisferebbe neanche il creditore ipotecario, gli altri creditori non andranno ad avviare una procedura esecutiva.
Se non paghi ti segnaliamo in CRIF: non sempre è vero ! in realtà quando hai accumulato il ritardo di due rate sei già stato segnato nei sistemi di informazione creditizia, tra cui CRIF. Ma questo è ovvio. La segnalazione è già avvenuta.
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